La dichiarazione di voto di Misiani sul DEF

NADEF 2018
Dichiarazione di voto in Aula

Signor presidente, onorevoli senatrici e senatori,
la Nota di aggiornamento al DEF non sta in piedi, è scritta sulla sabbia.
La propaganda della Lega e del M5s ci racconta la favola di Bengodi: più investimenti, più crescita, tutti in pensione 5 anni prima, reddito e pensioni di cittadinanza per 6 milioni di persone.
La realtà è completamente diversa, è quella di una manovra sbagliata, pericolosa, che rischia di portarci fuori strada.
Ci avete presentato delle previsioni inattendibili. Previsioni bocciate dall’Ufficio parlamentare di bilancio e criticate da Banca d’Italia, Istat e Corte dei conti.
La reazione della maggioranza è stata all’insegna della delegittimazione e degli attacchi personali: i “professoroni” dell’UPB trattati come traditori del popolo, la Banca d’Italia che farebbe meglio a presentarsi alle elezioni, il presidente dell’INPS che deve dimettersi e persino l’azzeramento del Fondo pluralismo editoria nella risoluzione di maggioranza!
Sono attacchi inaccettabili, signor Presidente, attacchi contro autorità indipendenti che hanno una sola colpa: quella di avere sempre tenuto la schiena dritta nei confronti di chi comanda.
Avete presentato una relazione al Parlamento ridicola, che non contiene nessun piano di rientro come invece richiederebbe la legge di contabilità.
Con l’Europa siete ai ferri corti: Salvini e Di Maio hanno detto “me ne frego”, “gli italiani ci daranno una mano” e “tireremo dritto”.
Contro un muro, rischiano di tirare dritto…
Sono proclami che di balcone in balcone ci riportano indietro di 80 anni fa, a quello di Palazzo Venezia.
Lasciate perdere, abbassate i toni! Quei proclami non hanno portato bene a nessuno: né all’Italia né a chi le ha pronunciate.
Chi oggi pensa di difendere l’Italia andando a testa bassa contro tutti e contro tutto, non ci porta da nessuna parte, fa solo del male agli italiani.
Signor presidente,
la manovra triennale è coperta per il 70% a deficit.
il deficit in sé non è un tabù. Dipende se è sostenibile e come viene utilizzato.
Le manovre dei governi Renzi e Gentiloni sono state tutte manovre espansive. Hanno aiutato l’Italia a uscire dalla recessione, a creare posti di lavoro, a rimettersi in marcia.
Il deficit della vostra manovra non è sostenibile: il 2,4-2,1-1,8 che scrivete non è realistico, perché le vostre previsioni di crescita sono sovrastimate e dal 2020 con le clausole di salvaguardia che restano supereremo il 3 per cento.
Sapete quanto valgono questi “zerovirgola”? Con la vostra manovra nel 2021 il debito pubblico aumenterà da 110 miliardi q 120 miliardi, se teniamo conto dei 10 miliardi da privatizzazioni che non farete mai.
Sono debiti che scaricate sulle generazioni future.
E’ un film già visto, negli anni Ottanta. Ed è un film che non ha lieto fine, cari colleghi. Il conto lo stiamo pagando ancora oggi.
Vi proclamate il governo del cambiamento, parlate di discontinuità e di Terza Repubblica. Ma qui non c’è traccia della Terza Repubblica. Torniamo nella stagione peggiore della Prima.
Tutto questo deficit, secondo il governo, dovrebbe riattivare la crescita.
In realtà, viene utilizzato quasi tutto per finanziare la parte corrente.
Lo stop all’aumento dell’IVA, che però vale solo per il 2019.
Quota 100 per le pensioni, senza sapere se è temporanea (come ha detto Tria) o permanente e se rimane o no l’APE sociale.
Il reddito di cittadinanza, che rischia di trasformare la buona intenzione di battere la povertà nel peggiore assistenzialismo di Stato.
Infine, gli investimenti. Rimangono le briciole. Meno del 15 per cento del totale. Tagli per la scuola, zero l’università, per la ricerca e lo sviluppo.
Nulla per il futuro.

Il ministro Tria insiste molto, sugli investimenti. Ha ragione.
Dovrebbe mettersi d’accordo con il Ministro Toninelli. Perché mentre Tria dice che aumenterà gli investimenti, Toninelli non ha ancora ripartito i 36 miliardi stanziati da Gentiloni, ha bloccato grandi opere per 19 miiardi, ha tolto i soldi alle periferie!
Infine, la pace fiscale. Cari 5 stelle, la fiera dell’ipocrisia!
Abbiate il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: questo è un condono!
Uno schiaffo per i contribuenti onesti, per chi le tasse le paga fino all’ultimo euro. Un favore per chi le tasse le ha evase e continuerà ad evaderle.
Ho finito, signor presidente.
La manovra presentata dal governo ci porta fuori strada.
Ci appelliamo al governo e alla maggioranza: tornate nel mondo reale!
Nel 2019 dovremo collocare quasi 400 miliardi di titoli.
Il nostro problema principale non è l’Europa. Sono i risparmiatori, che dobbiamo convincere a continuare a comprare questi titoli.
Lo spread era a 130 prima delle elezioni. Oggi è sopra quota 300.
Le tabelle della vostra Nota ci dicono che già quest’anno pagheremo 2 miliardi di interessi in più rispetto alle previsioni di 6 mesi fa. Nel triennio 2019-2021 altri 11 miliardi in più senza manovra e 18 miliardi con la manovra.
E’ il prezzo della vostra confusione, delle vostre contraddizioni, della vostra demagogia. Sono soldi dei contribuenti bruciati, tolti ai servizi pubblici, agli investimenti, alla riduzione della pressione fiscale.
Cambiate strada. Cambiate questa manovra, piantatela di giocare con i soldi dei cittadini, pensate un po’ meno alle prossime elezioni europee e un po’ di più al futuro dei nostri giovani.
Fatelo subito, prima che sia troppo tardi.
Grazie.