Rider: la sinistra se ne era occupata

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L’esistenza di lavoratori chiamati riders, che sono poi fattorini in bicicletta, è emersa grazie alla decisone di alcuni di questi di organizzarsi e all’attenzione loro dedicata da questo Governo.

Il PD avrebbe potuto occuparsene ma non l’ha fatto, lasciando anche questo tema ai 5 Stelle. Io d’altronde  seguivo personalmente questo fenomeno nel totale disinteresse di quello che era il mio gruppo parlamentare. Per chi fosse minimamente attento a quello che succede nelle nostre strade era già evidente da tempo la crescente presenza di ciclisti che con la bici ci lavorano, tanto che sia la Regione Lazio che il Comune di Bologna hanno assunto iniziative in materia, ma l’attenzione mediatica è arrivata solo con l’interessamento di Di Maio.

Ai milioni di lavoratori che vanno a lavorare in bici  abbiamo esteso la copertura infortunistica che avevano solo coloro che usavano l’auto; sì, l’abbiamo fatto noi del PD e bastava che il nostro ministro del lavoro ci avesse messo il cappello su questa piccola modifica di legge perché la cosa fosse più nota e il riconoscimento più ampio.

Con un briciolo di attenzione in più avremmo poi potuto dare risposta anche a coloro che con la bici ci lavorano. I fattorini che portano il cibo per conto di un ristoratore sono sempre esistiti, naturalmente senza contratto, le novità che ci sono passate sotto il naso in questi anni sono però tante.

La prima è che questi lavoratori sono aumentati e … attenzione attenzione! Non ci sono solo quelli che portano pasti. La seconda novità è quella che più chiama interesse, per cui il lavoro viene distribuito da società internazionali di intermediazione che usano il web, cosa che rende l’argomento molto più mediatico e seducente anche per i giornalisti più pigri. La terza e sostanziale novità è che proprio grazie all’intensificato incontro di domanda e offerta i fattorini lavorano molto di più, quindi quello che una volta era effettivamente un lavoretto è diventato un vero e proprio lavoro. Lavoro che i riders voglio sia riconosciuto come subordinato.

Io ho seguito in parlamento tutto il fenomeno crescente del ciclismo urbano ma essendo stato in Commissione Trasporti ho potuto occuparmi solo delle condizioni di sicurezza dell’ambiente di lavoro di queste persone, che altro poi non è se non l’insieme delle pericolose e congestionate strade delle nostre città. Occorre dire per inciso che il tema della sicurezza stradale ha molto a che vedere con la sicurezza sul lavoro, visto che il 18% delle morti bianche avviene mentre si lavora su un mezzo di trasporto (+14,5% tra 2017 e 2016) e il 28% mentre ci si reca a lavorare (+5,2% tra il 2017 e 2016), se quindi aumenteranno i lavoratori in bicicletta c’è da aspettarsi l’aumento degli infortuni sul lavoro in relazione a questo specifico fenomeno.

Avendo una forte relazione con i soggetti sociali che formano l’universo della mobilità ciclistica urbana e conoscendo quel mondo meglio di chiunque altro nel passato parlamento ho invano cercato di portare alla luce le esigenze dei riders, anche sul terreno lavorativo, per quanto queste si siano articolate in forma organizzata solo recentemente. Bene che Di Maio si sia fatto carico della questione, peccato per il totale disinteresse ricevuto negli anni scorsi nel mio partito e nel mio gruppo parlamentare.

Questa vicenda è significativa della distrazione del PD rispetto a fenomeni nuovi e della difficoltà del nostro partito ad occuparsi di temi che sarebbero per noi naturali quando questi si presentano in forme non organizzate o arrivano da canali inconsueti. Non è però impossibile recuperare questo terreno perduto, si tratta di rivolgere la propria attenzione verso settori emergenti della società con la curiosità di chi deve imparare per dare una mano. Gli strumenti e le persone le abbiamo, per esempio gli amministratori locali che nelle città o nei remoti paesi incontrano e affrontano per primi i problemi e spesso con pochi mezzi, ma anche tanti altri. Spesso basta far circolare e passarsi le informazioni o anche semplicemente saper ascoltare.

Paolo Gandolfi
Urbanista, parlamentare del PD nella XVII Legislatura, si è occupato di mobilità e in particolare delle questioni riguardanti i riders