Newsletter #1

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Benvenuti nella newsletter di DEMS!

Pubblichiamo oggi il primo numero della newsletter dell’Associazione DEMS.

L’obiettivo è quello di costruire uno spazio aperto di riflessione e discussione nel nostro campo politico. È un modo per dare un contributo di idee e contenuti per ricostruire le ragioni di una presenza sociale e politica della sinistra e del centrosinistra nel Paese.

Il risultato elettorale del 4 marzo, la costituzione del governo gialloverde, più verde che giallo in verità, il difficile e travagliato dibattito all’interno del PD ci indicano che la strada da percorrere è lunga.

Per far risalire la china alla sinistra non servono scorciatoie. Non esistono soluzioni semplici per ricostruire nella società un progetto vincente della sinistra: non vi sono modelli europei da replicare, né uomini della provvidenza o magiche formule politiciste. Serve costruire un’alternativa vera e credibile ai populisti e nazionalisti oggi al governo. Un’alternativa in grado di rappresentare per una maggioranza di cittadini una speranza di emancipazione sociale e collettiva attraverso la politica.

La sinistra può tornare a vincere se nell’immaginario collettivo di milioni di italiani essa tornerà ad essere percepita come la leva fondamentale in mano ai cittadini per cambiare le loro vite, per ridurre le diseguaglianze fra ricchi e poveri, per allargare le opportunità di chi oggi non trova un lavoro, ovvero di chi fatica – anche quando lavoro lo ha – ad arrivare alla fine del mese e non sa di poter riuscire a costruire un futuro dignitoso per sé o i propri figli.

Con l’Assemblea del 7 luglio, l’elezione di Maurizio Martina a Segretario nazionale, l’avvio del percorso che porterà il PD al Congresso prima delle elezioni europee inizia un cammino difficile, ma affascinante, per provare a rigenerare la sinistra ed esprimere alle prossime elezioni politiche una proposta credibile per il Governo di un nuovo centrosinistra.

È fondamentale che il Congresso del Pd non si risolva in una semplice resa dei conti fra gruppi dirigenti o in una mera contesa per la leadership. Servirà chiarire come il Pd interpreterà il proprio ruolo di Partito di opposizione e a quali riferimenti sociali vorrà dare voce. Occorrerà definire con chiarezza, rispetto agli ultimi cinque anni durante i quali abbiamo governato il Paese, gli elementi di continuità e le scelte su cui occorrerà manifestare una chiara e netta discontinuità.

È inoltre necessaria una rilettura su come il centrosinistra nel suo complesso ha svolto la funzione di governo e opposizione a partire dalla metà degli anni ‘90.
Serve produrre ed elaborare un programma fondamentale per la crescita, lo sviluppo, l’eguaglianza sociale, la riduzione di quel debito che pone una seria ipoteca il futuro dell’Italia.

Quale idea di Europa e dello Stato si vuole affermare nel tempo della crisi degli Stati nazionali e delle istituzioni europee e dell’affermarsi dei nazional populisti?

Come si può dare egemonia culturale e politica all’idea che lo spazio e il governo comunitario è il modo migliore per affermare anche gli interessi nazionali e quello dei cittadini dei paesi membri? È possibile farlo a partire dal tema su cui più di tutti i sovranisti hanno costruito il loro consenso: l’immigrazione?
È possibile riaffermare la centralità, magari a partire dal Mezzogiorno, del grande tema degli investimenti pubblici e delle politiche industriali in una economia ecosostenibile?

La Quarta rivoluzione industriale sta ridefinendo la geografia del potere nel pianeta. Il successo di scienze, tecnologie e metodologie innovative (big data, intelligenza artificiale, robotica, machine learning, genetica, nanotecnologie, ecc. ) trasformano gli assetti geopolitici, con un nuovo protagonismo dei Paesi emergenti, e determinano nuovi fenomeni economici e sociali: riduzione dei posti di lavoro , necessità di avere professionalità sofisticate, evidenti pericoli di intrusione sui diritti fondamentali dei cittadini. Quali politiche industriali – peraltro nel solco dei principi costituzionali che assegnano allo Stato un ruolo propulsivo nell’economia – e quali scelte di politica estera e di alleanze internazionali sono necessarie per riportare l’Italia tra i Paesi in grado di trainare i processi di innovazione nel mondo e di offrire buona occupazione ai giovani e ai talenti, oggi spesso costretti ad emigrare all’estero?

Come si riprende poi il grande tema della dignità del lavoro in tutte le sue forme e della lotta al precariato? Siamo in grado di offrire soluzioni credibili a un problema, quello dell’assenza del lavoro e del lavoro precario, che non solo mina la possibilità di avere reddito e certezze per il futuro di tanti giovani, ma che costituisce una vera e propria bomba a orologeria sull’idea di welfare universale e sulla tenuta della sua espressione più significativa, il sistema pensionistico?

Questi sono solo alcuni dei temi su cui nei prossimi mesi il Pd, la sinistra tutta e il centrosinistra devono sforzarsi di dare risposte credibili. Non servirà una discussione piccola e acrimoniosa sulla segreteria di Renzi. Una nuova sinistra non nasce da un dibattito tutto rivolto al passato e alle responsabilità, pur evidenti, di un risultato elettorale negativo di portata storica.
In questo senso la discussione sul futuro del Pd non potrà che avere un profilo costituente: un appuntamento costituente nei valori, nei programmi, nel gruppo dirigente da costruire per il futuro.

Un appuntamento costituente anche per affermare una nuova idea di forma partito. Non basterà una profonda riorganizzazione dei gruppi dirigenti locali. Non sarà sufficiente pensare a una forma partito capace di organizzare meglio la sua catena di comunicazione per incontrare il consenso in forma più larga dei nostri cittadini. Non basterà neanche un’organizzazione capace di rafforzare il proprio senso di solidarietà e comunità interna, cercando di porre fine a vere e proprie faide di gruppi dirigenti locali in molte parti del territorio nazionale.
Occorre pensare a costruire una forma partito in grado di ascoltare e dare voce alle domande sociali di una comunità nazionale sempre più atomizzata che negli ultimi anni ha visto la sinistra lontana da sé, dai sui bisogni, dalle sue aspettative, dalle sue preoccupazioni.

Con questo primo numero della newsletter l’Associazione Dems inizia a dare il proprio contributo alla discussione. Lo fa ospitando gli interventi di alcuni dirigenti e militanti della associazione in realtà significative del nostro Paese: la Campania, la Calabria, le Marche, la Toscana, il Piemonte.

Il tema di questa newsletter è molto semplice: come si legge, dai territori la nuova fase politica? Abbiamo un nuovo Governo, una discussione congressuale avviata nel Pd, in qualche caso vi saranno, il prossimo anno, importanti elezioni regionali e amministrative. La “sinistra alla riscossa’’ è sempre ripartita dal locale e dal territorio. Noi pensiamo sia possibile, con tutte le difficoltà e i problemi, anche questa volta.

Continuerà questa discussione, sul sito e sul blog di demsitalia.it, nelle tante iniziative che l’associazione organizzerà nei prossimi mesi in tutta Italia, nei congressi territoriali del Pd programmati in autunno.

Dal 21 al 23 settembre si svolgerà a Rimini la seconda Festa Nazionale di Dems. Dal 5 al 7 di ottobre, è programmata in Calabria la scuola di formazione politica per 150 ragazzi e ragazze, si discuterà di Mezzogiorno e di come si costruisce un nuovo gruppo dirigente, valorizzando le energie e le intelligenze di una nuova generazione.

Buona lettura!

Giulio Calvisi
Comitato Nazionale DEMS


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